
Quando si parla di crescere — che tu sia genitore o meno — spesso emergono due idee:
Un genitore a volte dice: “Lo faccio per i miei figli”. Ma la verità è che molte scelte le facciamo anche per noi stessi. E non c’è niente di male: è questo che ci rende adulti. Dire “questa è la mia scelta, la sento necessaria” significa non dare al figlio un peso che non gli appartiene.
Significa mostrare come si vive da grandi: decidendo, assumendosi i rischi e camminando con le proprie gambe.
Allo stesso tempo, la vita non segue mai un copione fisso. I figli cambiano, noi cambiamo, le situazioni si ribaltano. Cercare sempre “la regola perfetta” è impossibile e stanca. L’unica vera forza è la capacità di adattarsi, di lasciar scorrere gli eventi senza aggrapparsi troppo.
Essere adulti non significa avere sempre tutto sotto controllo, ma nemmeno vivere senza direzioni. È unire il coraggio di scegliere con la libertà di adattarsi. Così la paura di sbagliare non ci blocca più: facciamo un passo, e poi, se serve, aggiustiamo la rotta.
Allora Crescere, diventare grandi non vuol dire stabilità immobile, ma sta nell’ equilibrio che si ricrea ogni volta.
Un po’ come andare in bicicletta: pedali, cadi, ti rialzi e intanto vai avanti. Non è una ricetta perfetta, è un cammino. Ogni passo ci insegna qualcosa: a volte serve fermezza, a volte leggerezza. E proprio in questa alternanza si diventa grandi, capaci di vivere senza paura di cadere, perché sappiamo di poterci rialzare e continuare a camminare.

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